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I SINTOMI PIU' FREQUENTI > I SINTOMI ORTOPEDICI > MAL DI SCHIENA

LA TERAPIA DEL CALORE EFFICACE NELLA LOMBALGIA ACUTA


Soggetti che eseguono lavori fisicamente usuranti che soffrono di lombalgia acuta possono avere un sollievo significativo dalla terapia termica

PubMed
A Randomized Clinical Trial of Continuous Low-Level Heat Therapy for Acute Muscular Low Back Pain in the Workplace.
Tao X and Bernacki E. Journal of Occupational & Environmental Medicine. 2005; 47(12):1298-1306

Secondo Edward J. Bernacki, M.P.H., della Johns Hopkins, la cosiddetta terapia termica continua di basso livello dovrebbe essere considerata come un supporto o anche una alternativa alla gestione farmacologia della lombalgia acuta.
Il Dr. Bernacki e coll hanno riportato nel numero di dicembre 2005 del “J.of Occupational and Environmental Medicine” che l’utilizzo della fascia termica è stata valutata all’interno di uno studio che comprendeva 43 infermiere, aiuto infermiere e personale di supporto seguiti in regime di terapia occupazionale in una clinica specialistica dopo aver subito danni alla schiena. A tutti i partecipanti sono stati prescritti gli stessi farmaci antidolorifici, compresi gli antinfiammatori, gli analgesici, miorilassanti ed i corticosteroidi.
In più, 25 partecipanti sono stati selezionati a caso per portare un ThermaCare HeatWrap otto ore al giorno per tre giorni.  Tutti i partecipanti avevano un diario nel quale annotavano la sensazione di dolore ed i farmaci assunti.  
Dopo un giorno, i partecipanti che portavano la fascia termica (portata sotto i vestiti e utilizzando una reazione chimica per ottenere calore a basso livello a livello locale) hanno migliorato di quasi due punti rispetto alla linea di base su una scala di intensità-dolore di 10 punti, rispetto a meno di un punto di miglioramento del gruppo standard (P=0.0029).
Il gruppo di calore-terapia ha inoltre valutato il proprio grado di dolore come “migliorato più della metà in media al giorno uno, rispetto ad una valutazione media “migliorato meno della metà„ per il gruppo standard di cura (P=0.0027).
I benefici della terapia del calore sono stati mantenuti per due settimane di follow up, a detta dei ricercatori, anche dopo l’uso dei farmaci antidolorifici, che era approssimativamente uguale in entrambi i gruppi.
“La riduzione di intensità di dolore, dimostrata in questo studio, non è sparito dopo il controllo dell'uso di antidolorifici, suggerendo che i benefici di calore locale hanno provocato una riduzione supplementare di dolore oltre quello connesso con i farmaci antidolorifici da soli„ dicono gli autori.
Durante il periodo di due settimane di studio, il gruppo di calore-terapia inoltre ha avuto miglioramenti significativi più elevati nella motilità, come valutato dagli strumenti standard.
Per esempio, a due settimane, il gruppo di calore-terapia aveva migliorato una media di 6.5 punti dalla linea di base sul questionario di Roland Morris sulla disabilità, rispetto a 2.5 punti del gruppo di riferimento (P=0.0378).
PubMed
A Randomized Clinical Trial of Continuous Low-Level Heat Therapy for Acute Muscular Low Back Pain in the Workplace.
Tao X and Bernacki E. Journal of Occupational & Environmental Medicine. 2005; 47(12):1298-1306


Lombalgia, interventi combinati chiropratici poco efficaci

Nei pazienti con lombalgia acuta o subacuta, l'applicazione di interventi combinati di chiropratica riduce lievemente la disabilità a breve termine e il dolore a breve e medio termine. In ogni caso, non vi sono attualmente prove in favore o contrarie a una differenza clinicamente significativa in questo ambito determinata da tale pratica rispetto ad altre strategie di trattamento. Sono le frasi conclusive di una revisione Cochrane con metanalisi di trial controllati randomizzati redatta da Bruce F. Walker, della Murdoch University (Australia), e collaboratori. Sono stati selezionati 12 studi per un totale di 2.887 adulti affetti da lombalgia. Gli studi inclusi si riferivano a varie procedure chiropratiche in differenti sottopopolazioni di pazienti e tre dei trial avevano un basso rischio di bias. Gli interventi effettuati in caso  di lombalgia acuta e subacuta hanno ridotto il dolore nel breve e medio termine rispetto ad altri trattamenti, ma non si sono rilevate differenze statisticamente significative nel dolore a lungo termine. Il miglioramento della disabilità a breve termine è apparso maggiore nel gruppo trattato mediante chiropratica che con altre terapie. Peraltro, l'effetto è risultato debole e gli studi che contribuivano a tali risultati  mostravano un alto rischio di bias. Infine, non si sono rilevate differenze tra interventi combinati chiropratici per lombalgia cronica e gli studi che comprendevano una popolazione mista di soggetti con mal di schiena.

Spine, 2011; 36(3):230-42





STUDIO OSSERVAZIONALE:
L'OSSIGENO-OZONO TERAPIA PARAVERTEBRALE NEL TRATTAMENTO DELLA PATOLOGIA DISCALE DEGENERATIVA LOMBARE E CERVICALE

Dipartimento Tecnologie per la Salute- Università di Milano,Clinica Ortop., C.T.O - I.C.P. Milano


Dall' esperienza degli osservatori, che sarà tra breve illustrata, si evince come l'infusione paravertebrale di una miscela di O2-O3 possa essere praticata con giovamento in una patologia complessa e sicuramente ad eziogenesi multifattoriale quale la malattia discale. La diffusibilità della miscela gassosa di ossigeno-ozono è infatti in grado di apportare le sue potenzialità terapeutiche (biochimiche, antinfiammatorie, immunomodulanti) a livello dei diversi apparati (muscolare, tendineo, legamentoso, articolare, nervoso periferico), la cui patologia singola e/o associata rientra nel determinismo della sindrome lombosciatalgiaca.
Il razionale dell'utilizzo di una miscela di O2-O3 nella patologia discale posteriore prevede dapprima la conoscenza dei processi di guarigione delle ernie discali  e quindi delle modalità di azione della miscela gassosa a livello disco-radicolare.

Il meccanismo biochimico di azione della miscela di O2-O3 a livello del nucleo polposo si estrinseca nel legame della molecola di Ozono con l H2O del nucleo polposo legata ai G.A.G,disidratandoli, e nell'innesco della cascata R.O.S (Reactive Oxygen Species - anione superossido, perossido di idrogeno, radicale libero idrossile). La cascata R.O.S. interagisce quindi con i vari substrati sino a portare ad un collasso della struttura dei G.A.G.
A livello periradicolare invece la miscela di O2-O3 provoca alterazione della struttura dell'acido arachidonico (azione antinfiammatoria), aumentata cessione di ossigeno dall'ossiemoglobina (azione antinfiammatoria e analgesica), formazione di perossidi (azione antibatterica, antivirale e antifunginia) (1)(2)(3)(4)(5).

Scopo dello studio
Valutare i benefici dati da infiltrazioni paravertebrali bilaterali di 15 cc. di una miscela di O2-O3 (20 mcg/ml di Ozono) secondo il protocollo S.I.O.O.T. n.933902  in pazienti affetti da differenti forme di dolore lombare.

Materiali e Metodi.
Dal Gennaio 2003 al dicembre 2008 stato condotto presso la Divisione di Clinica Ortopedica dell'Università di Milano (P.O. C.T.O- A.O I.C.P. - Milano) uno studio , su 269 Pazienti, divisi in 2 Gruppi, affetti da patologie a carico del rachide lombosacrale. Questo studio la continuazione di altro lavoro a doppio cieco eseguito c/o la Nostra U.O. dal titolo: "Clinical experience in the treatment of lumbar disk disease, with a cycle of lumbar muscle injections of an oxigen + oxone misture". (6)
Follow up 36-58 mesi.
Sono stati trattati 269 Pazienti (131 maschi e 138 femmine), divisi in un Gruppo A (139 pazienti, 66 maschi e 73 femmine) di età inferiore ai 50 anni e un Gruppo B ( 130 pazienti, 65 maschi e 65 femmine) di età superiore a 50 anni. Lo studio pertanto prende in considerazione un Gruppo di pazienti giovani (Gruppo A) e un Gruppo di pazienti anziani (Gruppo B)
I criteri di esclusione erano segni clinici di radiculopatia grave (scomparsa dei riflessi tendinei, anormalità della percezione sensoriale); sindrome della cauda equina, deficit neurologico progressivo e/o steppage a causa di danno di radicolare completo (considerati come lesioni che richiedono trattamento chirurgico) (7); stenosi lombare; neuropatia diabetico; BMI maggiore di 30; scoliosi lombare maggiore di 20; gravidanza; Favismo (nel quale controindicata la terapia di O2-O3).

Tutti i pazienti, dopo essere stati informati dei rischi potenziali del trattamento, così come della possibilità di insuccesso, di recidiva della patologia e di riacutizzazione della sintomatologia, hanno sottoscritto un consenso informato. Prima dell'inizio del trattamento è stata raccolta accurata anamnesi di ogni paziente, correlata ad esame obiettivo e a note riguardanti esami strumentali eseguiti dal paziente nei periodi immediatamente precedenti.

Ognuno dei pazienti è stato sottoposto ad uno o più cicli di n.12 infiltrazioni paravertebrali bilaterali di 15 cc.di una miscela di O2-O3 ( 20 mcg/ml di Ozono) ottenute grazie al macchinario Multiossigen PM95, secondo il protocollo S.I.O.O.T. n.933902. Il ciclo di infiltrazioni aveva durata totale di 2 mesi, 2 sedute settimanali per il primo mese e 1 seduta settimanale per il secondo mese.
L'iniezione intramuscolare fu praticata nella muscolatura paravertebrale lombare bilateralmente e con simmetria rispetto ai processi spinosi, in condizioni si assoluta sterilità, con un ago da 22-G, al livello di riferito maggior dolore.
Il tempo di iniezione stato di circa di 15 secondi per infiltrazione, in quanto, dai dati riportato in letteratura, si evince come un tempo di iniezione più lungo sia inadatto a causa dell'instabilità di O3 medico che comincia a decadere (2 g / ml) dopo circa 2 secondi. Non stata usata nessuna forma di anestesia e la procedura sempre stata svolta in ambulatorio dalla stessa equipe. Durante il trattamento non stato permesso ai pazienti di avvalersi di altre terapie mediche e fisiche alternative.(8)
I partecipanti erano liberi interrompere o continuare il trattamento in base alle loro impressioni di miglioramento e la soddisfazione, valutati in base al miglioramento soggettivo della sintomatologia e alla riduzione di assunzione di antinfiammatori steroidei e non.

Le diverse patologie da cui erano affetti i Pazienti erano così rappresentate:
12(45%) Ernie Discali contenute (37 Gruppo A, 47 Gruppo B) (Stadio III sec. Postacchini TAB 2);
77 (28%) Protrusioni Discali (53 Gruppo A, 6Gruppo B) ((Stadio II sec. Postacchini TAB 2);
27 (10%) Ernie Discali Espulse (2Gruppo A, 7 Gruppo B) (Stadio IV sec. Postacchini TAB 2);
45 (17%) esiti di intervento chirurgico di discectomia (2Gruppo A, 16 Gruppo B);
43 (16%) Stenosi Canalari associate a diverse patologie discali (7 Gruppo A, 36 Gruppo B):
3 (2,3%) Spondilolistesi Degenerative associate a diverse patologie discali (Gruppo A, 3 Gruppo B).

In alcuni Pazienti si riscontravano più patologie contemporaneamente.
Gli spazi discali interessati (TAB. 3) erano per il 38% L4-L5, per il 34% L5-S1.

La valutazione clinica del dolore ha tenuto conto di Parametri Soggettivi, valutati secondo scala V.A.S.( Visual Analogic Scale, da 1 a 10) e di Parametri Oggettivi evinti dalla risposta dolorosa alle manovre di Lasegue, Wasserman, punti di Valleix, valutazione della sensibilità nei territori nervosi coinvolti dalla patologia di riferimento, riflessi osteotendinei, deficit di EPA, ECD, ROT e TA.
La raccolta dei dati relativi alla percezione del dolore stata effettuata prima dell'inizio della terapia [V1], alla 3^ [V2], 6^ [V3], 9^ [V4], 12^ [V5] infiltrazione paravertebrale della miscela di O2+O3 e, a seguire, a 3 mesi [V6] e a 6 mesi [V7] dalla fine del cicli di infiltrazione con T.A.C. di controllo.

Risultati
Sono stati considerati  come risultati BUONI o OTTIMI la guarigione e il miglioramento di circa il 90% della sintomatologia; risultati DISCRETI il miglioramento di circa il 50% della sintomatologia algica; INSUCCESSI il mancato miglioramento della sintomatologia e/o la sospensione anticipata del trattamento.

I risultati positivi, deducibili dalla somma dei risultati
buoni e discreti, sono stati 232 (85%) e, tale percentuale, non si discosta da quanto riportato in letteratura per l'efficacia delle diverse metodiche chirurgiche. Non sono state evidenziate differenze statisticamente significative nella percentuale dei risultati tra uomini e donne né tra Gruppo A (Pazienti Giovani) e Gruppo B (Pazienti Anziani), fatta eccezione per le Ernie Discali Espulse in esiti di discectomia nei giovani e le Patologie Discali associate a stenosi su base degenerativa negli anziani, patologie per cui si sono riscontrate le maggiori percentuali di insuccesso sebbene un miglioramento rispetto alle diverse terapie antidolorifiche e antinfiammatorie fosse sempre riportato dai Pazienti.  

Tutti i pazienti hanno segnalato una ridotta assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei già dalla
3^ infiltrazione . Non sono stati riportati eventi avversi.

Conclusioni

Le caratteristiche anatomo-patologiche delle Ernie Discali (Contenute ed Espulse) che più favoriscono del contatto con la miscela gassosa di ossigeno-ozono, hanno determinato maggior incidenza di risultati positivi. Questo dovuto, a nostro parere, agli effetti della suddetta miscela sui processi di neovascolarizzazione, che sono alla base del tessuto di granulazione che circonda il nucleo polposo degenerato ed espulso e all'effetto di disidratazione legato al collasso della struttura dei glicosaminoglicani (G.A.G.); tali effetti della miscela di ossigeno-ozono, uniti a quelli antiflogistici nei confronti della radice nervosa, delle strutture legamentose, tendinee ed articolari posteriori, accelerano significativamente quei processi di guarigione descritti come spontanei in letteratura. Per questo l'impiego di una terapia consistente in infiltrazioni paravertebrali di O2-O3 come precedentemente descritto, può ridurre la durata dell'intervallo del dolore, permettendo di ridurre sovraccarichi metabolici di altri farmaci (quali antinfiammatori steroidei e non) a cui si dovrebbe fare ricorso in caso contrario. Questa può essere quindi una valida alternativa ad altri trattamenti soprattutto nel paziente anziano che, spesso, si presenta alla attenzione del Medico defedato e portatore di co-morbilità che già lo obbligano ad assunzione quotidiana di dosi significativi di altri farmaci.

Bibliografia
1) Aksoy C, Karan A, Diracoglu D. Low back painresults of an open clinical trial comparing the standard treatment alone to the combination of standard treatment and thiocolchicoside. J Orthoped Traumatol 2002; 3105-108
2) Ketenci A, Ozcan E, Karamursel S. Assessment of efficacy and psychomotor performances of thiocolchicoside and tizanidine in patients with acute low back pain. Int J Clin Pract 2005; 59764-770
3) Marcel C, Rezvani Y, Revel M. Evaluation of thiocolchicoside as monotherapy in low back pain. Results of a randomized study versus placebo. Presse Med 1990; 191133-1136
4) Tuzun F, Unalan H, Oner N, et al. Multicenter, randomized, double-blinded, placebo-controlled trial of thiocolchicoside in acute low back pain. Joint Bone Spine 2003; 70356-361
5) Van Tulder MW, Touray T, Furlan AD, et al. Muscle relaxants for nonspecific low back paina systematic review within the framework of the Cochrane collaboration. Spine 2003; 281978-1992
6) Torri G, Della Grazia A, Casadei C.Clinical experience in the treatment of lumbar disk disease, with a cycle of lumbar muscle injections of an oxigen + oxone misture,International Journal of Medicine, Biology and the Environment volume 27 n.2 July-December 1999
7) Negrini S.,Giovannoni S., Minozzi S., et all, Diagnostic therapeutic flow-cherts for low back pain patientsthe Italian clinical guidelines, Eura Medicophys 2006;42:151-70
8) Paoloni M., Di Sante L., Cacchio A., Apuzzo D., Marotta S., Razzano M., Franzini M., Santilli V, Intramuscolar Oxygen-ozone therapy in the treatment of acute back pain with lumbar disc erniation, Spine , vol 34, n.13, pp 1337-1344
9) F. Postacchini ,  Le Ernie Discali lombari. A.Delfino, edizione 1998 -Prrocessi di guarigione dell'Ernia Discale/Stadi di erniazione del nucleo polposo


21/08/2012
Deep abdominal muscle activation lessens lower back pain

medwireNews: Improving transversus abdominis slide appears to be associated with clinically important long-term pain reduction in people experiencing lower back pain (LBP), researchers report.
They found that a combination of small baseline lateral slide in transverses abdominis combined with an increased slide after weekly exercises for 8 weeks significantly increased the odds for pain reduction.
"Reduced transversus abdominis activity can be interpreted as a biomarker for poor muscle control associated with LBP," say Monica Unsgaard-Tøndel (Norwegian University of Science and Technology, Trondheim) and colleagues.
The team now calls for further studies to "look into the degree of specificity needed to rehabilitate the automatic recruitment of transversus abdominis through exercises."
Using B- and M-mode ultrasound, the researchers recorded the recruitment of transversus abdominis and obliquus internus during the abdominal drawing-in maneuver and the anticipatory onset of deep abdominal muscle activity in 87 patients who had experienced LBP for at least 3 months.
The participants had a median transversus abdominis slide of 1.10 cm at baseline, and a small (below median) transversus abdominis lateral slide before intervention was marginally associated with a lower chance (odds ratio=0.76) for pain improvement (at least a 2-point reduction on a scale of 0-10) at 1 year.
But the chances of pain reduction at 1 year were greatly improved for patients with a small transversus abdominis slide at baseline whose slide increased after exercise intervention, at a significant 14.7 times greater than for those with a small slide but no improvement.
The researchers also note in the British Journal of Sports Medicine that "improved recruitment of transversus abdominis was moderately associated with reduced disability and with perceived recovery immediately after exercise intervention."
They found no associations between contraction thickness ratios in transversus abdominis or obliquus internus abdominis and pain at 1-year follow up, however.
Given that, in the present study, only improved transversus slide among persons with low slide at baseline was associated with long-term pain reduction, the team suggests that "recruitment per se is even more important than isolation of transverses abdominis."
By Lucy Piper, Senior medwireNews Reporter


Colpo della strega, scoperta molecola responsabile
Premessa
Quando gli anni passano, ma anche nei giovani adulti magari in sovrappeso e sedentari, i dischi intervertebrali (i cuscinetti che dividono e ammortizzano le vertebre) degenerano determinando un progressivo irrigidimento della colonna vertebrale. La degenerazione dei dischi intervertebrali è responsabile di sindromi dolorose come lombalgie o cervicalgie croniche che colpiscono una grande fetta della popolazione adulta. Basti pensare che lombalgie, cervicalgie e altre sindromi dolorose della colonna sono causa frequente di consulto medico-specialistico.
Scoperta da ricercatori italiani una molecola che ha un ruolo chiave nel classico 'colpo della strega', la lombalgia e anche in altri dolori acuti (come la cervicalgia) tutti dovuti al fisiologico invecchiamento della colonna vertebrale. I ricercatori dell'Università Cattolica-Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma hanno scovato una molecola, 'NF-kB', responsabile della degenerazione dei dischi intervertebrali, che inizia già a 30 anni, soprattutto se si adotta uno stile di vita sedentario.
Quando NF-kB diventa iperattiva all'interno delle cellule dei dischi intervertebrali, innesca una serie di reazioni deleterie che finiscono per alterare la struttura fisiologica della colonna. Ma non è tutto. I ricercatori hanno visto che 'spegnendo' NF-kB con un farmaco sperimentale, è possibile rallentare la degenerazione dei dischi intervertebrali. Il risultato, pubblicato sulla rivista 'Spine', è frutto del lavoro del professor Enrico Pola e di Luigi Aurelio Nasto, specializzando in Ortopedia e traumatologia nel Dipartimento di ortopedia e traumatologia della Cattolica, diretto da Carlo Fabbriciani. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con un gruppo di ricerca dell'Università di Pittsburgh.
Roma, 13 mar. (Adnkronos Salute)




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