NEWS - www.medicopratico.it - sito di Medicina Pratica Territoriale

Vai ai contenuti

Menu principale:

NEWS

LE TERAPIE > LE TERAPIE LOCALI > ONDE D'URTO

Ossa lunghe non saldate, bene le onde d’urto
La terapia a onde d’urto extracorporea (Eswt) rappresenta una valida alternativa alla chirurgia nei casi di mancata saldatura ipertrofica di ossa lunghe. È quanto risulta da uno studio effettuato all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila e pubblicato sul Journal of bone and joint surgery (2009; 91:2589-2597). Sono stati randomizzati 126 pazienti alla chirurgia oppure a ricevere quattro trattamenti Eswt a due diverse densità di flusso energetico (0,40 o 0,70 mJ/millimetri quadrati). L’outcome principale misurato era la guarigione della frattura valutata mediante radiografia.
         Dopo sei mesi, la percentuale di pazienti con fratture guarite in ogni gruppo era più o meno la stessa (70%, 71% e 73% nei gruppi 1, 2 e 3, rispettivamente). Sia al 3° sia al 6° mese i punteggi di dolore e funzionalità erano significativamente migliori nei gruppi Eswt che in quello chirurgico (p < 0,001). Al 12° mese le differenze erano largamente sparite con l’eccezione dei migliori punteggi che continuavano ad avere i gruppi Eswt nei questionari relativi alle disabilità di braccio, spalla e mano. Secondo gli autori, le onde d’urto consentono un milgliore esito clinico nel breve termine rispetto alla chirurgia; ora «occorre investigare altri protocolli e parametri di trattamento, come il numero di onde d’urto, i livelli energetici applicati e la frequenza di impiego».
Fonte: Journal of bone and joint surgery


Ulcere diabetiche, più guarigioni con onde d'urto
In aggiunta ai trattamenti standard, l’impiego della terapia con onde d’urto (Eswt, external shock wave therapy) può favorire la guarigione delle ulcere del piede diabetico. Lo sostiene un’équipe di ricercatori guidata da Angela Notarnicola, dell’Università di Bari, in uno studio apparso su Bmc Muscoloskeletal disorders (2009;10:54. DOI:10.1186/1471-2474-10-54). Le cure attualmente utilizzate comprendono il trattamento di ogni eventuale sovrainfezione, il debridement (rimozione di tessuti danneggiati), metodi di scarico della pressione dall’arto e, se necessaria, la rivascolarizzazione arteriosa; molte ulcere, comunque, non rispondono a tali sistemi. «Il razionale per l’impiego aggiuntivo dell’Eswt trova origine dai suoi effetti benefici sul microambiente intorno alla ferita» spiega Notarnicola. «Stimola infatti l’angiogenesi fisiologica, dovuta al rilascio di ossido nitrico e di fattori di crescita vascolare nel sito dell’ulcera».
       Nel nuovo studio, dunque, si sono comparati gli esiti terapeutici di trenta pazienti con ulcere da piede diabetico randomizzati a essere trattati con la sola cura standard oppure con l’aggiunta dell’Eswt (da 1 a 2 minuti, ogni 72 ore). Dopo 20 settimane di trattamento, il tasso di chiusura totale della ferita era di 53,3% nel gruppo Eswt verso il 33,3% nel controllo. Il tempo medio di guarigione nel gruppo Eswt era anche più breve rispetto al controllo: 60,8 vs. 82,2 giorni (p < 0,001). Ma, soprattutto, il valore dell’indice di riepitelizzazione era significativamente più alto nel gruppo trattato con onde d’urto (p < 0,001). «I nostri risultati supportano l’utilità di impiego dell’Eswt nelle ulcere associate a neuropatia e microangiopatia» concludono gli autori.
Fonte: Bmc muskuloskeletal disorders


Torna ai contenuti | Torna al menu