TRAUMA MUSCOLARE DA SPORT - www.medicopratico.it - sito di Medicina Pratica Territoriale

Vai ai contenuti

Menu principale:

TRAUMA MUSCOLARE DA SPORT

I SINTOMI PIU' FREQUENTI > I SINTOMI ORTOPEDICI

I TRAUMI MUSCOLARI DA SPORT


Premessa
Le lesioni muscolari da trauma acuto da sport, sono eventi molto frequenti in tutte le discipline sportive, rappresentando circa il 25% degli eventi traumatici e semplicisticamente  si possono dividere in:
TRAUMA DIRETTO
TRAUMA INDIRETTO

Nel trauma diretto e’ un agente esterno a provocare la lesione (un contatto, una caduta), provocando una rottura di un certo numero di fibre muscolari. Tanto maggiore e’ l’energia del trauma, maggiore sara’ la lesione muscolare. Quando si rompe una fibra muscolare, vi e’  quasi sempre, uno stravaso ematico nelle zone circostanti alla lesione (ematoma) che non e’ sempre visibile dall’esterno in quanto generalmente si raccoglie negli strati piu’ profondi.
Nei piu’ frequenti traumi indiretti, e’ il paziente stesso a provocare la lesione: situazioni di ipertono muscolare, contrazioni troppo rapide e/o improvvise, movimento estremo dell’arto, metodiche di allenamento sportivo sbagliate, possono provocare tali lesioni  e a seconda dell’entita’ del danno anatomico avremo una
contrattura, uno stiramento o elongazione, oppure una distrazione di 1°,2°,3° grado.
i sintomi variano a seconda dell’entita’ della lesione;
Nel trauma diretto l’atleta avverte un immediato e intenso dolore nella regione colpita, che si esacerba alla digitopressione; molte volte il paziente e’ costretto ad abbandonare subito la competizione sportiva.
Nella
Contrattura, lo sportivo avverte un riferito “indurimento progressivo" del muscolo con una crescente affaticabilita’nella contrazione. In questo caso a volte, e’ possibile portare a termine la competizione sportiva.
Nello
Stiramento invece, si assiste ad una sensazione di allungamento muscolare innaturale (elongazione), seguito da un’immediato dolore nella zona interessata; Lo sportivo,in questo caso, non e’ in grado di continuare.
La
Distrazione Muscolare invece, che sia di 1°,2°,3° grado, e’ un evento traumatico sportivo grave e serio, che va affrontato il prima possibile; lo sportivo avverte una “frustata” dolorosa con immediata impotenza funzionale e pesso deve essere aiutato ad uscire dal campo.

Diagnosi: la storia e la dinamica del trauma osservata da chiè fuori dal gioco o riferita dallo stesso paziente,  e le sensazioni avvertite da dopo l’evento, già  ci indirizzano ad una iniziale benche’ sommaria diagnosi; I traumi muscolari di piccola o media entita,’ vengono diagnosticati con una certa precisione dall’ecografia muscolotendinea e, ancor meglio dalla  risonanza magnetica (da eseguire non prima di 48 - 72 ore). Nei traumi piu’ estesi e/o nei distacchi muscolo – tendinei, la risonanza magnetica rimane l’esame principale.

Terapia: nell’immediatezza R.I.C.E. , ossia Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione (Rest, Ice, Compression, Elevatione) dell’arto colpito. La funzione del ghiaccio, e’ quella di limitare, attraverso il meccanismo di vasocostrizione, la fuoriuscita ematica dalle fibre muscolari e quindi di circoscrivere l’ematoma. L’ applicazione del ghiaccio, deve essere effettuata ad intermittenza (20 min ogni ora) per non determinare un eccessivo raffreddamento della regione trattata e favorire una vasodilatazione riflessa esagerata,  rendendo inutile la temporanea  vasocostrizione che ci serve per ridurre la formazione di edema ed ematoma.  Se dolore utilizzare gli antidolorifici evitando possiblimente gli anti infiammatori non steroiodei (FANS) nei primi 3 giorni  in cui si ha una reazione infiammatoria utile e benefica, indice di risposta immunitaria .
La terapia che seguira’ nei  giorni successivi, sara’ effettuata a seconda della gravita’ della lesione. Il riposo relativo (non assoluto) articolare e muscolare e’ comunque sempre consigliato. Per quel che concerne l’approccio fisioterapico, si e’ ormai orientati ad iniziare piuttosto precocemente per evitare quelle problematiche (talvolta serie) , legate al fenomeno della riparazione fibrotica (cicatrice muscolare) o ancor più seria dell'osteite ossificante. Tra le terapie piu’ accreditate oltre che al massaggio superficiale e profondo, spicca soprattutto  la  
TECAR, lavorando inizialmente in ipotermia, prevalentemente con Capacitivo per poi e progressivamente dosare la terapia Capacitivo/Resistivo a seconda della risposta del paziente (importanza di TecarTerapista,  Medico o Fisiatra,  esperto) .
La ripresa dell’attivita’ sportiva, deve essere accertata dallo Specialista Ortopedico/Medico dello Sport e dai collaboratori Terapisti e Scienze Motorie, sicuramene attraverso un attento esame clinico ed ecografico, ma soprattutto dopo aver valutato il paziente con test  specifici che registrano la forza, la stabilità e la emotività dall'atleta; poichè recuperare la funzionalità della parte lesa non significa aver recuperato il completo gesto sportivo e l'doneità alla competizione, cioè l'Atletizzazione.

a cura di
Filippo Luciano Dr. Venuto
Medico Ortopedico


Torna ai contenuti | Torna al menu